Le Panda Monkeys le ho scoperte per caso, nel prefestival di Sanremo del 1996. Quando le udii, rimasi come paralizzato, non sapevo se continuare ad ascoltarle o prendere una cassetta per registrarle. Alla fine, presi la cassetta e salvai solo gli ultimi 19'' della performance, più un minuto successivo. Per anni rimasi con quel solo frammento, non c'era verso di rintracciarle... poi, più di dieci anni dopo, riuscii a contattarle, e la mia gioia fu immensa, mi spedirono addirittura i loro due cd, il primo dei quali contiene questa "Nanohanabatakede Koioshite" ("Innamorarsi in un campo di ravanelli in fiore"), che è uno dei pezzi che ho più cari. Semplicità e gioia di cantare, senza altro scopo... per me sono come due divinità, avevano vinto il festival gemellato di Hamamatsu proprio con questa canzone, che non mi stufo mai di ascoltare. Se un giorno andrò in Giappone, sarà solo per poterle incontrare, e per ascoltare Meiko Kaji.
Rimango incredulo notando una certa distrazione fra il pubblico, io non so cosa darei per aver potuto essere lì quel giorno del 1996...
sabato 27 febbraio 2010
martedì 16 febbraio 2010
Cowgirl ignota
Mi sono soffermato ad osservare la cowgirl bionda alla sinistra, in questa foto pubblicitaria del film "Utah" (1945) con Roy Rogers e Peggy Stewart.
Si tratta di una sconosciuta, facente parte del corpo di ballo di questo film.
Poche volte ho scorto una simile bellezza, ancor più accentuata dal contrasto col cappello da cowboy.
Ne farei un monumento a questa leggenda americana, viva nei sogni di ogni appassionato di film western che si rispetti....
Si tratta di una sconosciuta, facente parte del corpo di ballo di questo film.
Poche volte ho scorto una simile bellezza, ancor più accentuata dal contrasto col cappello da cowboy.
Ne farei un monumento a questa leggenda americana, viva nei sogni di ogni appassionato di film western che si rispetti....
Borodin Quartet cd
Sta per uscire un nuovo cd del Quartetto Borodin, il primo inciso con la formazione attuale.
Il programma comprende
Borodin Quartetto n.1
Stravinsky Concertino
Miaskovsky Quartetto n.13 in la minore op.86
Imperdibile non fosse altro che per il Quartetto di Miaskovsky, un lavoro straordinario, quasi nuovi suoni con armonie tradizionali. Mi colpiscono molto le terze suonate alla fine del Quartetto, in sff, cui segue un passaggio con le stesse terze in pizzicato e diminuendo, quale preparazione ai due accordi finali.
http://www.prestoclassical.co.uk/r/Onyx/ONYX4051
Il programma comprende
Borodin Quartetto n.1
Stravinsky Concertino
Miaskovsky Quartetto n.13 in la minore op.86
Imperdibile non fosse altro che per il Quartetto di Miaskovsky, un lavoro straordinario, quasi nuovi suoni con armonie tradizionali. Mi colpiscono molto le terze suonate alla fine del Quartetto, in sff, cui segue un passaggio con le stesse terze in pizzicato e diminuendo, quale preparazione ai due accordi finali.
http://www.prestoclassical.co.uk/r/Onyx/ONYX4051
Wilhelm Furtwaengler, RIAS Recordings
Mi è arrivato il cofanetto di 12 cd contenente tutte le registrazioni fatte a Berlino dalla RIAS dal 1945 al 1954. Per la prima volta, sono state usate le cassette originali come master per i cd, ed il risultato è eccellente, in specie per la Sinfonia in DO D.944 di Schubert.
Adolescenza torbida
E' la terza volta che lo vedo.
Una giovane ragazza viene rinchiusa in cella di isolamento, e una secondina cosi' commenta, mentre si allontana: "Sono due anni che è in reclusoria ed è più ribelle di quando è entrata".
Ma prega il dio dei nullatenenti, e questi la esaudisce, l'inferriata vien via, per miracolo, tra il fragore dei tuoni e i lampi abbaglianti, in una oscura notte di pioggia.
Dopo due anni di simile vita, anche un mite agnellino diventerebbe uno sporco traditore - a maggior ragione questa povera ragazza, giovane e bella che si chiama Susana (Rosita Quintana), nome "simbolo di castità" e lo trovo appropriato vista l'inumanità con cui viene trattata - diviene un pò seduttrice per ottenere quello che vuole; viene accolta nella Hacienda di Don Guadalupe (Fernando Soler), e aiutata dalla moglie Dona Carmen (Matilde Palou); diventa subito vittima dell'odio di Felisa (María Gentil Arcos), una orribile megera ormai corrosa fin nel midollo dal cristianesimo, che cosi' la descrive "quella non prende un aspetto decente neppure se si veste da frate francescano".
Susana riesce a far perdere la testa a tutti, ed è da antologia la scena in cui Dona Carmen, ormai esasperata dal suo potere sugli uomini, la fustiga addirittura, da brava cristiana, e noi assistiamo alla scena in soggettiva, nei panni di Susana, schiacciati dalla follia della donna col viso contratto orribilmente; arriva Don Guadalupe, e Susana gli spiega l'accaduto, dice che Dona Carmen la vuole scacciare, che è cattiva. E non posso che essere d'accordo con lui, quando le dice "No, non sei tu che lascerai questa casa!"...
Il film sarebbe dunque finito bene, ma purtroppo arriva quella sporca spia del servitore respinto in precedenza da Susana, che accompagna i gendarmi per fare riportare la povera giovinetta in riformatorio.
Il buon vecchio cristianesimo torna a impossessarsi della loro anima, fra lacrime di pentimento e l'uccisione dell'agnello più grasso, per celebrare il ritorno in famiglia della sporca spia.
Va bè, non è colpa di Bunuel se la produzione gli ha imposto il finale....
Una giovane ragazza viene rinchiusa in cella di isolamento, e una secondina cosi' commenta, mentre si allontana: "Sono due anni che è in reclusoria ed è più ribelle di quando è entrata".
Ma prega il dio dei nullatenenti, e questi la esaudisce, l'inferriata vien via, per miracolo, tra il fragore dei tuoni e i lampi abbaglianti, in una oscura notte di pioggia.
Dopo due anni di simile vita, anche un mite agnellino diventerebbe uno sporco traditore - a maggior ragione questa povera ragazza, giovane e bella che si chiama Susana (Rosita Quintana), nome "simbolo di castità" e lo trovo appropriato vista l'inumanità con cui viene trattata - diviene un pò seduttrice per ottenere quello che vuole; viene accolta nella Hacienda di Don Guadalupe (Fernando Soler), e aiutata dalla moglie Dona Carmen (Matilde Palou); diventa subito vittima dell'odio di Felisa (María Gentil Arcos), una orribile megera ormai corrosa fin nel midollo dal cristianesimo, che cosi' la descrive "quella non prende un aspetto decente neppure se si veste da frate francescano".
Susana riesce a far perdere la testa a tutti, ed è da antologia la scena in cui Dona Carmen, ormai esasperata dal suo potere sugli uomini, la fustiga addirittura, da brava cristiana, e noi assistiamo alla scena in soggettiva, nei panni di Susana, schiacciati dalla follia della donna col viso contratto orribilmente; arriva Don Guadalupe, e Susana gli spiega l'accaduto, dice che Dona Carmen la vuole scacciare, che è cattiva. E non posso che essere d'accordo con lui, quando le dice "No, non sei tu che lascerai questa casa!"...
Il film sarebbe dunque finito bene, ma purtroppo arriva quella sporca spia del servitore respinto in precedenza da Susana, che accompagna i gendarmi per fare riportare la povera giovinetta in riformatorio.
Il buon vecchio cristianesimo torna a impossessarsi della loro anima, fra lacrime di pentimento e l'uccisione dell'agnello più grasso, per celebrare il ritorno in famiglia della sporca spia.
Va bè, non è colpa di Bunuel se la produzione gli ha imposto il finale....
Lo squalo (1975)
Sul film
Lettera d'addio:"Caro pesciolone, ti terrei volentieri in una vasca grande quanto un lago, a mie spese, e getterei ad uno ad uno - spietatamente! - tutti gli abitanti del pianeta fra le tue fauci giustiziere: tutti insieme, appassionatamente, tra le tue mandibole. La legge è uguale per tutti. E alla fine, si ballerebbe la samba volteggiando sulle acque, e brinderemmo al lieto evento, l'operazione terra pulita finalmente ultimata. La Terra, ormai salva, si rinverdirebbe, e laddove prima c'erano i buoi venefici, ora ci sarebbe un verde bosco, con tanti bei fiori ben più utili e belli di loro.
Ma il destino è stato crudele - a te la speme nego, anche la speme! - e d'altro non brillan gli occhi miei - adesso - se non di pianto.
Sei ora morto, o divino pesciolone, per mano di un orribile gaglioffo, vigliaccamente appostato su un palo, che ti ha sparato in bocca, per colpire la bomba e farla esplodere, spargendo i tuoi pezzi per l'oceano.
Non mi rimane che il tuo caro ricordo, ma continui a vivere nelle tue prodi imprese, e nel cuore di tutti gli uomini che amano la verità e la giustizia."
Addio per sempre,
rimango il tuo fedele amico,
Medtner1970
Sulla regia di Steven Spielberg
Giovane ma già ttento ai problemi dell'ecologia, non ha il coraggio di andare fino in fondo, forse minacciato dai produttori.
Sull'interpretazione di Robert Shaw
Gaglioffo!, le fauci del mio amico lo hanno giustamente castigato!Sull'interpretazione di Roy Scheider
Gaglioffo!, è colui che ha sparato in bocca al povero pinnuto.Sull'interpretazione di Richard Dreyfuss
Gaglioffo anche tu!Sull'interpretazione di Lorraine Gary
Sarebbe stato meglio che avessero sparato in bocca a te, o gaglioffa!Sulla colonna sonora
Buona.Ladri di biciclette
Sul film
Come farai adesso che, povero miserando sottoproletario lamentoso, uomini malvagi ed insensibili ti hanno rubato il velocipede? La vita è cosi', se sei uno straccione, ti rubano anche la bicicletta logora, mentre se sei già ricco a milioni, fanno a gara per dartene altri. Strano che tuo figlio non se lo sia portato via qualche malanno, e insieme a lui ti sia pur sempre potuto concedere l'osteria del pesce fritto ed un bicchiere di buon vino. Non è roba per accattoni.Buon per te di aver lavorato in "Ladri di biciclette" invece che in "Ladri di cavalli", altrimenti, invece che con una umiliazione, te la saresti cavata con una bella corda intorno al collo.
Sulla trama
Povero e malato, si trascina con il figlio per le vie di Roma in cerca della bicicletta indispensabile per fare il suo lavoro. In quanto straccione, Dio non lo aiuta (solo i ricchi possono permettersi di pagarne l'aiuto), e alla fine, dopo averlo frustrato in ogni modo senza alcuna pietà, lo castiga con una beffarda umiliazione.Sulla regia di Vittorio De Sica
Dimmi la verità, hai usato attori non professionisti per sottopagarli dimostrandoti neorealista fino in fondo?
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